ELISS
Experts of Lawful Interception and Security Standards
Lawful Interception Academy



ELISS

Codice Etico

Con il nuovo Statuto l’Associazione ELISS si è dotata anche di un Codice Etico, facente parte integrante dello stesso Statuto. L’osservanza del Codice Etico e delle norme e disposizioni stabilite dall’Associazione, rappresenta lo strumento dell’Associazione per certificare l’adesione dei propri Soci.

L’osservanza di un Codice Etico è fondamentale poiché tutte le azioni riferibili all’attività dell’Associazione devono essere intraprese e perseguite nel pieno rispetto della legalità, imparzialità e dei principi di leale concorrenza.

Premessa

L’associazione senza scopo di lucro “ELISS”, acronimo di “Experts of Lawful Interception and Security Standards”, si propone di promuovere e di diffondere la conoscenza delle raccomandazioni e delle specifiche tecniche in ambito di intercettazione delle telecomunicazioni richieste dall’Autorità Giudiziaria, ivi compreso l’ambito della data retention, della sicurezza dei sistemi informativi e delle reti di telecomunicazioni, ponendosi come competente interlocutore tecnico degli organi di Governo e delle Autorità competenti per verificare l’applicazione delle leggi e delle norme vigenti oppure di futura emanazione.

Tutti i Soci e gli eventuali collaboratori sono coinvolti nel perseguimento degli obiettivi dell’Associazione e sono chiamati a tenere comportamenti eticamente corretti, oltre che non in contrasto con leggi, regolamenti e fonti del diritto cogenti nazionali, comunitarie ed internazionali, in linea con i principi e i valori ispiratori elencati nello Statuto, di cui il presente Codice Etico costituisce parte integrante.

Tutte le azioni riferibili all’attività dell’Associazione devono essere intraprese e perseguite nel pieno rispetto della legalità, imparzialità e dei principi di leale concorrenza, devono essere gestite nella massima correttezza, devono ispirarsi alla completezza e trasparenza dell’informazione, devono essere sostenute da riscontri documentali e devono poter essere sottoposte a verifiche e controlli. I rapporti interni ed esterni all’Associazione devono essere improntati alla massima trasparenza e collaborazione.

L’osservanza del presente Codice Etico, insieme a tutte le altre norme e disposizioni stabilite dall’Associazione, rappresenta lo strumento dell’Associazione per certificare l’adesione dei propri Soci.

Art. 1 – Doveri generali dei Soci

  1. Tutti i Soci si impegnano a rispettare il presente Codice Etico in ogni loro comportamento, professionale ed associativo, ai fini della salvaguardia dell’interesse generale dell’Associazione.
  2. In attuazione del presente Codice, tutti i Soci si impegnano:

a)      a partecipare attivamente alla vita associativa nel rispetto di tutti i fondamentali principi dell’associazionismo libero e democratico;

b)      a contribuire alle decisioni associative in piena libertà ed autonomia, senza farsi condizionare da pressioni provenienti dall’interno o dall’esterno dell’Associazione, con l’obiettivo prioritario della tutela più ampia e generale dell’Associazione e comunque sempre esprimendo il massimo rispetto verso le opinioni differenti o dissenzienti;

c)      a rispettare sempre e comunque gli orientamenti e le decisioni dell’Associazione assunte attraverso deliberati degli Organi sociali e nel rispetto delle norme statutarie;

d)      a non aderire ad altre associazioni con scopi confliggenti con quelli dell’Associazione, e comunque a darne preventiva comunicazione al Consiglio Direttivo;

e)      ad informare l’Associazione di ogni eventuale modificazione che riguardi il rapporto con la stessa o con altri associati;

f)       a promuovere l’immagine dell’Associazione tramite il proprio comportamento, nonché a tutelarla in ogni sede.

  1. Le persone giuridiche private, in quanto Soci, si impegnano in particolare:

a)      ad applicare rigorosamente leggi e contratti di lavoro ed a comportarsi con correttezza ed equità di trattamento nei confronti di tutti i propri collaboratori, favorendone la crescita professionale e valorizzandone i meriti;

b)      a salvaguardare scrupolosamente la sicurezza sul posto di lavoro ed a tutelare la salute ed il benessere psicofisico dei propri dipendenti e collaboratori;

c)      ad agire con correttezza e buona fede all’interno dei mercati e nei confronti di concorrenti e fornitori;

d)      a garantire i diritti dei consumatori e ad agire nei loro confronti con la massima trasparenza e correttezza;

e)      a tutelare l’ambiente nell’ambito di un progresso economico ecologicamente sostenibile;

f)       ad agire con integrità morale e deontologica nei confronti della comunità.

Art. 2 – Conflitto di interessi tra i Soci e l’Associazione

  1. Si ha conflitto di interessi quando l’interesse privato di un Socio contrasta realmente o potenzialmente con gli obiettivi dell’Associazione.
  2. L’interesse privato di un Socio, che può essere di natura non solo economica, può riguardare:

a)      l’interesse immediato del Socio in quanto appartenente all’Associazione;

b)      l’interesse di enti, persone fisiche o giuridiche con cui il Socio intrattiene un rapporto di impiego o commerciale;

c)      l’interesse di enti o persone giuridiche di cui il Socio abbia il controllo o possegga una quota significativa di partecipazione finanziaria;

d)      l’interesse di terzi, qualora ne possano consapevolmente conseguire vantaggi al Socio.

  1. Il Socio che in una determinata attività o circostanza ha interessi in conflitto con quelli dell’Associazione, deve darne immediata notizia al Consiglio Direttivo, ovvero deve astenersi da eventuali incarichi sociali.

Art. 3 – Abuso della posizione di Socio

A nessun Socio è consentito utilizzare, direttamente o indirettamente, l’autorevolezza della propria posizione sociale al fine di forzare altri Soci ad eseguire attività vantaggiose per i primi, sempre che tale esecuzione non sia configurabile come un obbligo dei secondi a norma dello Statuto. L’abuso può ricorrere anche tramite comportamenti che, seppur non illegittimi, siano palesemente in contrasto con lo spirito di norme e regolamenti dell’Associazione.

Art. 4 – Uso del nome e della reputazione dell’Associazione

  1. Tutti i Soci sono tenuti a rispettare il buon nome e a non recare danno alla reputazione dell’Associazione.
  2. Salvo espressa autorizzazione concessa dal Consiglio Direttivo, a nessun Socio è consentito:

a)      utilizzare in modo improprio il logo e il nome dell’Associazione;

b)      utilizzare la reputazione dell’Associazione in proprie attività professionali, anche non remunerate;

c)      esprimere punti di vista strettamente personali in nome dell’Associazione.

Art. 5 – Uso delle risorse condivise dell’Associazione

  1. I Soci devono usare le risorse condivise dell’Associazione in maniera responsabile e diligente in modo da poter giustificare le spese e produrre idonea documentazione o rendiconto su richiesta dell’Associazione.
  2. A nessun Socio è consentito di concedere a persone fisiche o giuridiche esterne all’Associazione le risorse condivise di cui al comma precedente, per scopi non espressamente approvati dalla stessa Associazione.

Art. 6 – Trattamento delle informazioni dei Soci

  1. Lo svolgimento delle attività dell’Associazione richiede l’acquisizione, la conservazione e la comunicazione nonché il trattamento di dati, documenti ed informazioni di natura personale degli associati. Tali dati sono protetti secondo le normative nazionali, comunitarie ed internazionali vigenti a tutela della privacy.
  2. L’Associazione si impegna ad evitare ogni uso improprio di dati o informazioni in suo possesso. Tutte le informazioni, conoscenze e dati acquisiti o elaborati dai propri Soci non possono essere utilizzati, divulgati o comunicati a terzi senza la preventiva autorizzazione degli stessi.

Art. 7 – Trattamento delle informazioni riservate

  1. Tutte le informazioni riguardanti attività, servizi, prodotti o programmi commerciali dei Soci, comunicati dagli stessi all’Associazione e quindi agli altri Soci, devono ritenersi riservate.
  2. Tutti i Soci destinatari del presente Codice sono tenuti alla riservatezza e alla confidenzialità delle informazioni di cui al comma precedente, poiché apprese in ragione del proprio status di Socio.

Art. 8 – Rifiuto di ogni ingiusta discriminazione

  1. Tutti i Soci hanno diritto ad essere trattati con eguale rispetto e considerazione, e a non essere ingiustamente discriminati, direttamente o indirettamente, in ragione di uno o più fattori.
  2. Sussiste discriminazione diretta quando un Socio è trattato meno favorevolmente di quanto sia, sia stato o sarebbe trattato un’altra in una situazione analoga.
  3. Sussiste discriminazione indiretta quando una disposizione, un criterio o una prassi apparentemente neutri possono mettere in una posizione di svantaggio un Socio, salvo che tale disposizione, criterio o prassi siano oggettivamente giustificati da una finalità legittima e i mezzi impiegati per il suo conseguimento siano appropriati e necessari.
  4. L’Associazione rifiuta e adotta opportune strategie atte a disincentivare comportamenti discriminatori o vessatori, posti in essere nei confronti di un Socio.
  5. L’Associazione rigetta ogni forma di irragionevole pregiudizio sociale, ogni prassi stigmatizzante, degradante o umiliante, ossia l’idea di supremazia o superiorità morale di un Socio rispetto ad un altro.

Art. 9 – Proprietà intellettuale e plagio

  1. Tutti i Soci sono tenuti al rispetto delle norme in materia di proprietà intellettuale e plagio.
  2. L’autore di un’opera dell’ingegno appartenente all’Associazione è tenuto a non servirsene per fini privati, e a mantenere la riservatezza sui risultati raggiunti dalla stessa sino al momento della divulgazione ufficiale.
  3. Le attività svolte dai comitati scientifici dell’Associazione devono prevedere un’attribuzione specifica delle singole opere ai rispettivi Soci. Nell’ambito di ciascun comitato è necessario:

a)      promuovere le condizioni che consentono a ciascun Socio di operare secondo integrità, onestà, professionalità, libertà;

b)      valorizzare i meriti individuali ed individuare le responsabilità di ciascun Socio;

c)      sollecitare il dialogo, la cooperazione, la critica, l’argomentazione e lo sviluppo delle idee.

Art. 10 – Rimandi

Le controversie relative all’interpretazione e l’applicazione del Codice Etico ed i provvedimenti disciplinari interni all’Associazione sono competenza del Collegio dei Probiviri, descritto al capitolo VII del presente Statuto.