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Giurisprudenza

Giurisprudenza 2015

Corte di Cassazione, Sezione III Penale, sentenza n. 50452 del 10 novembre 2015 e depositata il 23 dicembre 2015

NON È NECESSARIA LA ROGATORIA INTERNAZIONALE PER LE INTERCETTAZIONI DEI SERVIZI DI CHAT DEL BLACKBERRY

Gli imputati coinvolti nelle intercettazioni, e sui quali il Tribunale di Roma ha imposto la custodia cautelare per concorso in traffico di sostanze stupefacenti, si sono rivolti alla Suprema Corte affermando che le chat intercettate non sarebbero prove ammissibili in giudizio in quanto effettuate tramite dispositivi Blackberry. La società che gestisce il servizio ha infatti sede in Canada e perciò per procedere all’acquisizione dei dati sarebbe stata necessaria la rogatoria internazionale. La Cassazione ha confermato che è principio consolidato che l’instradamento delle telefonate estere ad uno specifico “nodo” telefonico posto in Italia non rende necessaria la rogatoria internazionale in quanto l’intera attività di captazione e registrazione avviene sul territorio dello Stato. Questo principio è stato correttamente attuato dal Collegio di Cautela anche in relazione all’utilizzo di chat del Blackberry. A tal proposito la Corte ha sottolineato che le intercettazioni telematiche erano state disposte correttamente sui codici PIN mentre la successiva richiesta alla società canadese in merito ai dati identificativi associati ai codici PIN intercettati aveva riguardato dati che non godono di una particolare protezione. In definitiva, è corretta l’acquisizione di contenuti di attività così descritta operata ai sensi degli artt. 266 e ss. cod. proc. pen.

 

Corte di Cassazione, Sezione V Penale, sentenza n. 1804 del 17 luglio 2015 e depositata il 18 gennaio 2016

L’INUTIZZABILITÀ DELLE INTERCETATZIONI È LIMITATO AI SOLI CASI DI DIVERSITÀ DEL PROCEDIMENTO RELATIVO AD UN FATTO STORICAMENTE DISTINTO

In  tema  di  intercettazioni  disposte  in   altro   procedimento, l’omesso deposito degli atti relativi, ivi  compresi  i   nastri di registrazione, presso l’autorità competente per il diverso   procedimento, non ne determina l’inutilizzabilità, in  quanto  detta   sanzione  non  è  prevista dall’art. 270 c.p.p., e non  rientra  nel  novero  di  quelle  di  cui  all’art. 271 c.p.p.,   aventi  carattere  tassativo.; detto principio conserva la sua  validità anche a seguito  della  sentenza  della Corte costituzionale n.  336  del  2008  che amplia i diritti della  difesa,   incidendo sulle forme e sulle modalità di deposito delle bobine,  ma   senza  incidere sul regime delle sanzioni processuali in  materia  di   inutilizzabilità delle intercettazioni di cui all’art. 271 c.p.p.

 

Corte di Cassazione, Sezione VI Penale, sentenza n. 45490 del 4 novembre 2015 e depositata il 13 novembre 2015

CUSTODIA CAUTELARE DA ANNULLARE SE LA DIFESA NON HA OTTENUTO COPIA DELLE INTERCETTAZIONI RICHIESTI TEMPESTIVAMENTE DAL PM

La richiesta del difensore di accedere alle registrazioni di comunicazioni intercettate, utilizzate ai fini dell’adozione di un’ordinanza di custodia cautelare, determina l’obbligo per il Pubblico Ministero di provvedere in tempo utile – rispetto alla decisione del Tribunale del riesame, il quale deve decidere, senza dilazioni, incompatibili con la specifica procedura de libertate, e che la violazione di tale obbligo, sebbene non incida sulla utilizzabilità degli esiti delle intercettazioni, comporta che di esse il Giudice non possa tener conto fino a quando non sia soddisfatto il diritto della difesa di prendere cognizione diretta delle captazioni.

 

Corte di Cassazione, Sezione VI penale, sentenza n. 44791 depositata il 9 novembre 2015

LA MISURA CAUTELARE PUÒ BASARSI ANCHE SUI BROGLIACCI DELLE INTERCETTAZIONI

È legittima l’emissione dell’ordinanza cautelare in base all’allegazione dei brogliacci di ascolto delle intercettazioni. La sommaria trascrizione degli esiti delle intercettazioni ovvero la produzione degli appunti presi dagli agenti in sede di captazione è sufficiente all’emissione del provvedimento cautelare anche senza necessità di allegazione dei decreti autorizzativi.

 

Corte di Cassazione, Sezione VI Penale, sentenza n.27100 del 26 maggio 2015

“AGENTE CAPTATORE”: IL DECRETO AUTORIZZATIVO DEVE INDICARE CON PRECISIONE I LUOGHI DELL’INTERCETTAZIONE AMBIENTALE

ll decreto autorizzativo deve individuare, con precisione, i luoghi nei quali dovrà essere espletata l’intercettazione delle comunicazioni tra presenti. Analoga considerazione concerne l’attivazione, da remoto , della telecamera del telefono cellulare e quindi l’effettuazione di videoriprese. Esse non possono essere espletate ovunque, perché le videoregistrazioni effettuate in ambito domiciliare, ai fini del procedimento penale, sono acquisite illecitamente e sono perciò inutilizzabili, anche se la tutela costituzionale del domicilio va limitata ai luoghi con i quali la persona abbia un rapporto stabile.

 

Corte di Cassazione, Sezione IV Penale, sentenza n. 9161 del 29 gennaio 2015 e depositata il 2 marzo 2015

NIENTE ROGATORIA INTERNAZIONALE PER LE INTERCETTAZIONE DI UTENZE STRANIERE IN ITALIA

In tema di intercettazioni telefoniche, non è necessario esperire una rogatoria internazionale allorquando l’attività di captazione e di registrazione del flusso comunicativo avvenga in Italia e tanto sia nel caso di utenza mobile italiana in uso all’estero sia nel caso di utenza mobile straniera in uso in Italia, richiedendosi il ricorso alla rogatoria solo nell’ipotesi in cui l’attività captativa sia diretta a percepire contenuti di comunicazioni o conversazioni transitanti unicamente su territorio straniero.